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Rubrica scientificaCarbossiterapia: il trattamento che risveglia la pelle dall’interno

Carbossiterapia: il trattamento che risveglia la pelle dall’interno

Non è un filler. Non è un laser. E non è nemmeno una novità dell’ultimo momento. Eppure, la carbossiterapia continua, anno dopo anno, a conquistare medici e pazienti grazie a una caratteristica che poche tecnologie possono vantare: stimolare i naturali processi di rigenerazione dell’organismo utilizzando una sostanza che il nostro corpo produce ogni giorno, l’anidride carbonica (CO₂).

Quando si sente parlare di anidride carbonica, il primo pensiero va inevitabilmente all’aria che espiriamo. In medicina, però, la CO₂ medicale rappresenta uno strumento terapeutico straordinario, impiegato da decenni in numerose specialità e oggi considerato uno dei trattamenti più versatili anche in Medicina Estetica.

Dalla cellulite alle occhiaie, dalle smagliature alla lassità cutanea, fino al miglioramento delle cicatrici e al rimodellamento di piccole adiposità localizzate, la carbossiterapia è in grado di agire su diversi inestetismi con un approccio fisiologico, minimamente invasivo e personalizzabile.

InCO2 è un sistema di ultima generazione che porta questo trattamento a un livello superiore in termini di precisione, comfort e sicurezza. Vediamolo in dettaglio.

Perché la CO₂ può migliorare la pelle?

La risposta è racchiusa in un meccanismo fisiologico conosciuto da oltre un secolo: il cosiddetto effetto Bohr.

Quando la concentrazione di anidride carbonica aumenta in un determinato tessuto, l’emoglobina dei globuli rossi rilascia una maggiore quantità di ossigeno. In altre parole, la CO₂ “convince” il sangue a ossigenare meglio quella zona.

Questo fenomeno produce una cascata di effetti biologici estremamente interessanti:

  • aumenta il microcircolo;
  • migliora la vasodilatazione;
  • favorisce l’ossigenazione dei tessuti;
  • stimola il metabolismo cellulare;
  • attiva i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina.

Il risultato non è un semplice effetto estetico temporaneo, ma un vero miglioramento della qualità della pelle.

È proprio questa la filosofia della Medicina Rigenerativa: creare le condizioni affinché il tessuto possa rigenerarsi e funzionare meglio.

Un trattamento con quasi cento anni di storia

Contrariamente a quanto molti pensano, la carbossiterapia non è nata nel mondo della Medicina Estetica.

Le sue origini risalgono al 1932, presso le terme di Royat, in Francia, dove veniva utilizzata per il trattamento delle patologie vascolari.

Solo molti decenni dopo, grazie allo sviluppo di dispositivi sempre più precisi e sicuri, la CO₂ medicale ha trovato largo impiego nella Medicina Estetica, nella Dermatologia, nella Fisioterapia, nella Medicina Sportiva e persino nella cura di alcune problematiche vascolari croniche.

Oggi rappresenta una metodica consolidata, supportata da una vasta esperienza clinica e utilizzata in tutto il mondo.

Cosa può trattare la carbossiterapia?

Uno dei maggiori punti di forza della carbossiterapia è la sua incredibile versatilità.

Tra le indicazioni più richieste troviamo:

Cellulite

L’aumento della microcircolazione e il miglioramento del metabolismo locale aiutano a ridurre l’aspetto della pelle “a buccia d’arancia”, migliorando contemporaneamente tonicità ed elasticità.

 

Lassità cutanea

Con il passare degli anni la produzione di collagene diminuisce fisiologicamente.

Stimolando i fibroblasti, la carbossiterapia contribuisce a rendere la pelle più compatta, tonica e resistente.

Le aree più frequentemente trattate sono: addome, braccia, interno cosce, collo, doppio mento.

 

Occhiaie vascolari

Le occhiaie non dipendono sempre dalla pigmentazione. Molto spesso sono il risultato di una microcircolazione rallentata.

In questi casi la carbossiterapia può migliorare la perfusione locale, rendendo il contorno occhi più luminoso e fresco.

 

Smagliature e cicatrici

Quando aumenta la produzione di nuovo collagene, anche la struttura della pelle cambia.

Per questo motivo il trattamento viene frequentemente utilizzato per migliorare:

  • smagliature;
  • cicatrici chirurgiche;
  • cicatrici traumatiche;
  • esiti cicatriziali (acne, ustioni,…).

 

Adiposità localizzate

La carbossiterapia non sostituisce un intervento chirurgico né rappresenta una soluzione per il sovrappeso.

Può però essere molto efficace nel trattamento di piccoli accumuli adiposi localizzati, contribuendo al rimodellamento di aree come addome, fianchi, culotte de cheval o doppio mento.

 

InCO2: quando la tecnologia fa davvero la differenza

Parlare di carbossiterapia senza considerare il dispositivo utilizzato sarebbe un errore. La qualità del trattamento dipende infatti dalla precisione con cui la CO₂ viene somministrata.

È proprio qui che InCO2 si distingue rispetto a molti sistemi tradizionali.

CO₂ riscaldata: un comfort completamente diverso

Uno degli aspetti più innovativi di InCO2 è il sistema che permette di riscaldare il gas fino a 45°C. Può sembrare un dettaglio tecnico, ma nella pratica cambia radicalmente l’esperienza del paziente.

La CO₂ fredda può provocare una sensazione di tensione o fastidio maggiore durante l’infiltrazione. L’erogazione di gas riscaldato rende invece il trattamento decisamente più confortevole, soprattutto nelle aree più sensibili come il viso e il contorno occhi.

Una tecnologia pensata non solo per ottenere risultati, ma anche per migliorare l’esperienza durante ogni seduta.

Precisione assoluta

Ogni zona del corpo richiede quantità e velocità di erogazione differenti.

InCO2 permette al medico di regolare il flusso della CO₂ da 1 fino a 200 ml al minuto, adattando il trattamento alle caratteristiche del paziente e all’obiettivo terapeutico.

Una personalizzazione così accurata consente di lavorare in modo più preciso, sicuro ed efficace.

Tre modalità terapeutiche in un unico dispositivo

A rendere InCO2 ancora più versatile sono le tre modalità di trattamento disponibili:

  • modalità continua, ideale per aree estese;
  • terapia a dosi, perfetta per un’erogazione controllata;
  • microdosi, pensate per il trattamento delle zone più delicate e delle applicazioni di estrema precisione.

In pratica, il dispositivo si adatta al trattamento, e non il contrario.

Una seduta è davvero così semplice?

Sì.

Dopo una visita medica e la definizione del protocollo più adatto, il trattamento viene eseguito mediante microiniezioni con un ago sottilissimo (30G).

La durata media è compresa tra 15 e 30 minuti. Il paziente può percepire una lieve sensazione di pressione o di calore, generalmente ben tollerata e destinata a scomparire in pochi minuti. Terminata la seduta è possibile tornare immediatamente alle normali attività quotidiane.

Possono comparire un lieve gonfiore o piccoli ematomi, effetti transitori che tendono a risolversi spontaneamente.

Da sola è efficace. In combinazione può dare ancora di più.

Uno degli aspetti più interessanti della carbossiterapia moderna è la possibilità di inserirla all’interno di protocolli di Medicina Rigenerativa.

Migliorando la microcircolazione e l’ossigenazione dei tessuti, la CO₂ crea infatti un ambiente biologicamente più favorevole ai processi di riparazione e rigenerazione.

Per questo motivo può essere associata ad altri trattamenti come:

  • PRP (Plasma Ricco di Piastrine)/Esosomi autologhi;
  • microneedling;
  • mesoterapia;
  • laser;
  • trapianto autologo di fibroblasti;
  • nanofat e lipofilling.

Non si tratta semplicemente di “fare più trattamenti”, ma di costruire un percorso terapeutico in cui ogni metodica contribuisce a potenziare l’efficacia delle altre.

È proprio questa visione integrata che rappresenta oggi l’evoluzione della medicina estetica.

La bellezza che nasce dalla fisiologia

Sempre più persone cercano risultati naturali, progressivi e rispettosi della biologia della pelle.

La carbossiterapia risponde perfettamente a questa esigenza.

Non modifica i lineamenti, non riempie i volumi e non maschera gli inestetismi: aiuta semplicemente i tessuti a lavorare meglio, sfruttando meccanismi che il nostro organismo conosce da sempre. Ed è proprio questa naturalezza a renderla ancora oggi uno dei trattamenti più apprezzati da chi desidera migliorare la qualità della pelle in modo sicuro, graduale e scientificamente fondato.

Con la tecnologia InCO2, questa metodica raggiunge un ulteriore livello di precisione e comfort, offrendo un trattamento altamente personalizzato e adatto a numerose esigenze cliniche ed estetiche.

Perché, in fondo, la medicina estetica più moderna non è quella che trasforma, ma quella che aiuta il corpo a esprimere al meglio le proprie capacità di rigenerazione.

Domande per l' Esperto

    Biologa Molecolare e Clinical Manager

    Biologa Molecolare con specializzazione sulla Biomedicina. Ha sviluppato le proprie competenze lavorando all’estero al MaxPlank Institute for Brain Research di Heidelberg e all’Institute for Neuroscience della Medizinische Universitat di Innsbruck, concentrando il proprio interesse sullo studio e sviluppo di molecole farmacologiche utili nel trattamento dell’ADHD e dell’Epilessia audiogenica. Rientrata in Italia, ha intrapreso la carriera aziendale come Clinical Manager ed, attualmente, si occupa di progetti dedicati e inerenti principalmente alla Medicina Rigenerativa Autologa nei vari ambiti della Medicina.

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